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a Bologna lo sciopero non è più un diritto?

lo sciopero non è più un diritto a Bologna è vietato scioperare alle insegnanti comunali della scuola dell’Infanzia?

Domanda sorta a proposito dello sciopero della Scuola e dei principi di democrazia che governano sia Bologna che l’Italia, visto che mi è stata riferita una notizia che mi inquieta molto se fosse confermata (e temo non mi arriverà nulla a conferma o smentita).

Da quanto sembra (e spero sinceramente di essere smentito una volta tanto) infatti il Comune di Bologna, ci tengo a ribadire guidato da PD e SEL, avrebbe vietato alle Insegnanti comunali delle scuole dell’Infanzia di manifestare il loro dissenso alla sedicente “buona scuola” con lo sciopero.

Nel dettaglio la cosa sarebbe stata motivata con il cambio di contratto da “Scuola” a “Scuola Enti Locali” deciso unilaterlamente dal Comune e relativamente al quale le insegnanti hanno fatto ricorso al Tar, ovviamente perdendolo.

Ma i miei amici del PD non avevano detto che il cambio di contratto non avrebbe comportato nessun disagio alle insegnanti? Non poter scioperare e non poter manifestare il proprio dissenso con tale strumento pare poco?

Complimenti per la democrazia, la partecipazione e il rispetto per le altre persone e il relativo lavoro…

[pubblicherò volentieri le varie smentite, ovviamente non quelle che arriveranno dopo domani in prima mattinata da parte del fenomeno di turno]

200 milioni di Euro dallo Stato alle scuole private dal 2015

200 milioni di Euro alle scuole private nel 2015Dedicato a coloro che “non ci sono soldi per la Scuola Pubblica” e “bisogna fare le collette tra genitori e cittadini” per comprare materiali e giochi per le scuole dell’Infanzia, riporto quanto scritto nella nuova Legge di Stabilità 2015 varata dal governo Renzi.

LEGGE 23 dicembre 2014, n. 190 (in vigore dal 01/01/2015)

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2015). (14G00203) (GU Serie Generale n.300 del 29-12-2014 – Suppl. Ordinario n. 99)

Art.1 comma 169

  1. Per le finalita’ di cui all’articolo 1, comma 13, della  legge 10 marzo 2000, n. 62, e’ autorizzata la spesa di 200 milioni di  euro annui a decorrere dall’anno 2015. Il Ministro dell’economia  e  delle finanze  e’  autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le occorrenti variazioni di bilancio.

PS: art. 1, comma 13, Legge 10 marzo 2000, n. 62

  1. A decorrere dall’esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, gli stanziamenti iscritti alle unità previsionali di base 3.1.2.1 e 10.1.2.1 dello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione sono incrementati, rispettivamente, della somma di lire 60 miliardi per contributi per il mantenimento di scuole elementari parificate e della somma di lire 280 miliardi per spese di partecipazione alla realizzazione del sistema prescolastico integrato.

La sottile linea tra reset e shutdown del PD passa per il territorio della partecipazione

image Tra dirigismo e autoreferenzialità, il disfattismo è tra coloro che vogliono abbandonare il PD o nel PD che ha abbandonato le persone?

Caro Segretario PD di Bologna,
sicuro dell’importanza della sintesi, esprimo il mio profondo dissenso sul partito a cui ad oggi sono iscritto, ovvero il PD, a livello nazionale e bolognese.

A livello nazionale non ho mai capito e condiviso, e non l’hanno capita né i mercati né le agenzia di rating, sul perché non si è andati alle elezioni a novembre 2011 preferendo un accordo con il PDL e Berlusconi per fare macelleria sociale e pensionistica e non prendersi la colpa.

Non ho mai capito perché i programmi elettorali delle politiche 2013 siano stati disillusi, visti i “mai” con Berlusconi (andarsi a vedere il significato “mai” su qualsiasi dizionario), no agli F35, basta al finanziamento ai partiti, la coltellata a Prodi che non è arrivata da 101 amici di Grillo o Berlusconi.

A livello nazionale ma soprattutto a livello locale e per Bologna non ho mai capito il perché dell’autoreferenzialità nella gestione delle cariche di partito né nella mancanza di inclusione nella partecipazione reale nella vita del partito e nella vita della amministrazione degli iscritti e degli elettori. Le tecnologie lo permettono facilmente e a costo 0 da almeno 10 anni, ma la politica conservatrice del PD osteggia la vera partecipazione, tanto che chi ha un minimo di esperienza e conoscenza del panorama italiano si sta aspettando una legge *bavaglio* e antidemocratica sul web mascherata con qualche responsabilità.

A livello locale di Bologna, ma anche le strizzate d’occhio a livello nazionale non sono state da meno, è vergognoso il comportamento sul referendum pro scuola pubblica, su cui il PD locale e nazionale ha investito molto sicuro di vincere (a proposito, chi è lo scienzato che fa i sondaggi per il PD? Temo non il Cern…) e ricevendo invece una compilation di pizze in faccia da parte di un gruppo di persone facenti parte di un comitato elettorale a favore della Scuola Pubblica che credo abbia avuto l’1% delle risorse spese dalla ammucchiata PD-PDL-Lega-Monti che ora dovrebbe solo pietire con iscritti ed elettori e andare verso le persone invece che verso gli interessi della CEI e del PDL con la speranza di qualche briciola avanzata per il mondo della Cooperazione locale.

A corollario di tutto questo, poiché so quanto importante sia e sia stata l’assemblea cittadina (… no dai, scherzo) di cui faccio parte, che per inciso *NON* è mai stata convocata per discutere e decidere sulla linea politica del PD a favore della scuola privata, soprattutto privata e cattolica, ti comunico ufficialmente che mi dimetto da essa con effetto immediato.

Deciderò settimana prossima, dopo aver visto il comportamento del PD in Comune di Bologna, anche dopo l’esito della votazione sulla Legge Regionale di riforma delle ASP (io scrivo prima, non dopo), nel seguire l’esito delle decine di migliaia di elettori bolognesi a favore della Scuola Pubblica, ovvero dopo la scelta del PD se seguire le persone, gli iscritti e gli elettori oppure gli interessi economici di CEI e PDL, se rinnovare o meno la mia tessera di adesione al Partito Democratico.

PS: detto tra noi, tecnicamente non esiste che il profilo twitter del PD di Bologna sia fermo circa al 26 maggio, prima della impietosa pizza referendaria, e che la situazione sulla comunicazione e sulla partecipazione 2.0 sia delegata ad un circolo PD Online che comunque come funzionalità è indietro anni e forse un decennio sulle possibilità di dialogo, partecipazione e messa in rete di cittadini, iscritti, elettori e circoli, che oggi come oggi sono all’età della pietra.

[edit] ho pubblicato questo stesso post sul mio personale profilo FB [/edit]